Altino

Già frequentata in età preistorica e importante centro della civiltà dei Veneti antichi, Altino fu una fiorente città romana, monumentalizzata nel corso del I sec. a.C. Chiusa da un anello di corsi d’acqua, attraversata da canali e dotata di ponti, la città doveva essere molto simile a Venezia.
All’inizio del I secolo a.C., nell’ambito della riorganizzazione idraulico-ambientale del territorio, fu scavato il canale Sioncello, oltre il quale, alla fine del I secolo a.C., la città si espanse con ulteriori quartieri attraversati da una nuova rete stradale, un segmento della quale è tuttora visibile. L’espansione urbana comportò l’interramento del tratto più meridionale del canale Sioncello a nemmeno un secolo di distanza dalla sua apertura.
Tra i resti degli edifici che dovevano affacciarsi sulla strada spiccano quelli relativi alla domus della “pantera”, una ricca dimora di cui è stato possibile ricostruire in buona parte l’articolazione interna.
Altino è oggi occupata da campi coltivati, sotto cui giacciono i resti dell’antico municipio, che conosciamo grazie a campagne di scavo archeologico e grazie a splendide foto aeree che ci suggeriscono l’articolazione di edifici privati e pubblici, tra i quali si riconoscono il foro, il teatro e l’anfiteatro. La città doveva avere dimensioni pari a quelle di Aquileia e maggiori di quelle di Pompei.